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Arredare uno spazio dove ciascuno, quale che sia la sua confessione cristiana, si sente accolto e invitato, questo fu lo scopo dei 20 volontari (che hanno sparso 46 tonnellate di calcestruzzo, 600 metri di filo elettrico, 200 chili di pittura, 1 tonnellata di gesso e 1.500 metri di filo per cucire in 70 giorni) e della centinaia di amici donatori che hanno costruito questa « casa della preghiera » dedicata il giorno di Ognissanti 1979. La campana, sul suo campanile rustico, fu offerta « per chiamare alla lode del popolo che Dio si è guadagnato a portata della sua voce ». |
![]() Orario delle liturgie : 12. 30 et 19 Tutti i giorni, salvo il mercoledì. |
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Il suolo e le sedie sono della stessa natura. Ci si siede o ci si inginocchia come si vuole. Una preghiera secondo i gesti che convengono. Un richiamo alla libertà. Niente rumori inutili, istante prezioso di un silenzio possibile. Le vetrate dipinte, in un pezzo solo, scoprono un paesaggio di natura. Seguiamo il ritmo del lavoro agricolo, dalla semina alla mietitura. Dentro e fuori, lavoro e preghiera, fanno risuonare l'esortazione di San Benedetto « Prega e lavora perché Cristo regni ». La luce : Il sole stesso viene tutto il giorno da est e da ovest, a illuminare la cappella. Quando viene la notte, la luce risplende di 14 ceri, simboli delle stazioni del cammino della croce di Gesù, che ci conduce verso la luce della croce ormai vuota. La croce nacque a Natale 1970 sotto il pennello di uno di noi. Era, a seconda di ciascuno, delle braccia aperte all'accoglienza, un incrocio di cammini, una danza, un invito alla vita. Divenne naturalmente la croce e fu scolpita in legno. Vuota del corpo del Signore, è il segno glorioso della morte sconfitta, della resurrezione. Da lei viene la nostra luce. Così è sempre rischiarata. La candela : la fiamma, il roveto ardente, la luce pasquale, segno della luce che brilla nelle tenebre. E' la vita, dice l'evangelista Giovanni. Possa lei illuminare ogni uomo e strappare il mondo dagli artigli della morte. Il mazzolino dei fiori : la preghiera è una sosta di festa. Fiori dati o raccolti, raramente comprati, sono simbolo della nostra mendicità e della nostra festività. Il «porta-parola», su cui è posata la Bibbia, viene dall'Africa. Era il seggio del capo per l'assemblea africana. Qui, porta la parola del nostro capo: Dio. In legno, fatto a mano, intagliato di un solo pezzo, è il ricordo di altre culture e altri orizzonti. E' all'universale che Dio invita. La Bibbia è una traduzione ecumenica, segno dell'unità possibile del popolo di Dio. Ci permette un ascolto in « una sola lingua » delle meraviglie di Dio. |
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